browsernik – Analfabetismo funzionale e industria culturale

Uno degli effetti dell’industrializzazione della cultura: “Negli USA, nel 1930, tre milioni di americani non erano in grado di leggere perché non erano mai andati a scuola; nel 1990, 40 milioni di americani, che hanno fatto tra i 9 e i 12 anni di scuola, non sanno leggere” [1] Questo è uno dei tanti effetti della subcultura (non solo “americana”) del “Big is better” e del “Fast food”: ovvero tutto deve essere grosso e veloce, industrializzato e meccanizzato. Le scuole e le università sono diventate aziende (diplomifici e laurifici) ed il processo formativo ridotto ad una produzione di semilavorati: si introduce in input un semilavorato prodotto dal diplomificio e dopo una stagionatura di 3 anni esce un Fast-Doctor, un laureato breve, un altro semilavorato pronto per essere inserito in una nuova fase del ciclo produttivo (azienda, laurea magistrale, centro commerciale, etc…). L’industria culturale (nel senso della scuola di Francoforte [2]) sta fagocitando qualsiasi centro di cultura che si frapponga tra lei e l’uomo animale-simbolico (nel senso di Cassirer [3]), l’industria culturale sta annientando qualsiasi ostacolo al suo obiettivo di realizzare l’uomo fungibile (nel senso di Marcuse [4]) ovvero l’uomo-ingranaggio, già raffigurato da Chaplin in “Tempi moderni” [5]: il perfetto consumatore robotizzato senza più alcuna capacità cognitiva, il cui unico fine è consumare e consumare se stesso nella maga-macchina dell’industria culturale. Per concludere uno (ri)lettura di “Chiudiamo le scuole” del 1918 di Papini [6], non può che essere “illuminante”. Qui ne riportiamo un breve stralcio: “Ma cosa hanno mai fatto i ragazzi, gli adolescenti, i giovanetti e i giovanotti che […] chiudete tante ore del giorno nelle vostre bianche galere per far patire il loro corpo e magagnare il loro cervello? Gli altri potrete chiamarli – con morali e codici in mano – delinquenti ma quest’altri sono, anche per voi, puri e innocenti […]. Con quali traditori pretesti vi permettete di scemare il loro piacere e la loro libertà nell’età più bella della vita e di compromettere per sempre la freschezza e la sanità della loro intelligenza?” = Tags: scienze cognitive

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