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	<title>Nicocara&#039;s Blog</title>
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		<title>La prigione del web e i limiti della semantica &#124; Farsi leggere</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 16:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicokara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[via farsileggere.it L’immagine si è inserita perfettamente come esempio in questo articolo che stavo scrivendo. Per alcuni, infatti, il mondo che vediamo attraverso internet è filtrato secondo criteri che possono diventare vere e proprie gabbie, che rimangono invisibili finché non si verifica una incongruenza come questa. Gli algoritmi di Google e di Facebook tendono sempre <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicocara.wordpress.com&amp;blog=8515508&amp;post=7129&amp;subd=nicocara&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<a href='http://nicocara.wordpress.com/2012/02/23/la-prigione-del-web-e-i-limiti-della-semantica-farsi-leggere/la-prigione-del-web-e-i-limiti-della-semantica-farsi-leggere-3/' title='La prigione del web e i limiti della semantica | Farsi leggere'><img data-attachment-id='7134' data-orig-size='300,236' data-liked='0'width="150" height="118" src="http://nicocara.files.wordpress.com/2012/02/media_httpwwwfarsileg_bydza-scaled5001.jpg?w=150&#038;h=118" class="attachment-thumbnail" alt="La prigione del web e i limiti della semantica | Farsi leggere" title="La prigione del web e i limiti della semantica | Farsi leggere" /></a>

<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.farsileggere.it/2012/02/22/la-prigione-del-web-e-i-limiti-della-semantica/">farsileggere.it</a></div>
<p>L’immagine si è inserita perfettamente come esempio in questo articolo che stavo scrivendo. </p>
<p>Per alcuni, infatti, il mondo che vediamo attraverso internet è filtrato secondo criteri che possono diventare vere e proprie gabbie, che rimangono invisibili finché non si verifica una incongruenza come questa. Gli algoritmi di Google e di Facebook tendono sempre più a mostrarci ciò che ritengono ci interessi e ad escludere il resto, ignorando però che la realtà può offrire molte più sfumature: ad esempio, se parli spesso di Berlusconi, non significa che tu sia del PDL. Oppure, citiamo il caso più sottile di Eli Parisier, autore di The Filter Bubble, progressista ma sempre interessato alle idee dei conservatori, che vede scomparire dalla sua bacheca di Facebook tutti i risultati di questi ultimi (qui l’intervento completo al TED). </p>
<p>Il problema, in realtà, sono i nostri limiti mentali e le macchine non fanno che riflettere i limiti dei loro creatori. Due sono i difetti fondamentali degli algoritmi e degli uomini: la tendenza a polarizzare le esperienze (bene/male, giusto/sbagliato, mi piace/non mi piace) e l’attaccamento al guscio, alla lettera del messaggio, ovvero al suo contenuto semantico, come se il significato delle frasi dicesse tutto, quando anche un “ti adoro” può essere l’espressione della più perfida ironia. </p>
<p>Questi difetti non escludono l’arbitrarietà dei risultati, come forse vorrebbe almeno Google nel tentativo di fornirci risultati sempre più pertinenti, ma alimentano la casualità sia delle impressioni di cui ci nutriamo online, sia delle opinioni che ci formiamo sui più vari aspetti della vita. (Facciamoci caso: anche l’accoppiata online/offline è una polarizzazione del tutto arbitraria, come se fossimo qualcos’altro mentre siamo connessi a internet). </p>
<p>Il modo in cui i social network tendono a registrare i nostri gusti si avvicina sempre di più all’estorsione sull’onda del momento. Fino a qualche tempo fa esisteva il pulsante “condividi su Facebook”, con il quale si poteva condividere sul proprio profilo un contenuto aggiungendovi un commento: magari anche per criticare un articolo che tuttavia si riteneva degno di far leggere. Oggi Facebook sta togliendo il supporto a quel pulsante in favore del “mi piace”, il quale registra semplicemente l’apprezzamento, spesso invisibile nella bacheca del suo stesso autore, ma visibile ai suoi ‘amici’ a Facebook stesso, che lo utilizzerà per selezionare i contenuti da mostrarci. </p>
<p>La stessa logica è sottesa ai clic sul pulsante ‘+1′, di cui Google tiene conto nel mostrare i risultati delle ricerche per noi e per i nostri contatti. Ancora più ‘malandrine’ sono poi le applicazioni per Facebook come quella del Guardian, che condivide automaticamente sulla bacheca ciò che l’utente sta semplicemente leggendo (già: i dati personali e la pubblicità inconsapevole dell’utente è la vera moneta con cui pagare l’informazione oggi). </p>
<p>In questo modo, ci avviciniamo sempre di più ai nostri simili (o peggio: a ciò che qualcuno ritiene simile a noi secondo criteri discutibili), escludendo sempre ciò che sta al di fuori delle nostre cerchie: non a caso Massimo Mantellini cita lo studio del premio nobel per l’economia Thomas Shelling, secondo cui la preferenza ad avere vicini di casa simili produce una città completamente segregata. Con la differenza che, mentre Shelling parlava di bianchi e neri, i censori ed editori di internet selezionano ciò che vedremo in base all’interpretazione di un ‘mi piace’, ammesso e non concesso che questo segnale significhi e voglia dire qualcosa. </p>
<p>Ma non ci sono motivazioni solamente etiche dietro a queste obiezioni. Sono anche pratiche, o meglio pragmatiche. La polarizzazione e la focalizzazione sugli aspetti semantici dimostra i suoi limiti anche negli ambiti di intelligence e di reputation management. Non ne è esente nemmeno la Visible Technologies, società di monitoraggio web partecipata dalla CIA, capace di scandagliare milioni di siti e social network ogni giorno, che classifica il sentiment in quattro categorie monodimensionali: positive, negative, mixed e neutral. A giudicare dai dati  su diversi brand che fornisce nella demo, l’elevatissimo dato di risultati classificati come neutrali (minimo il 90%) sembra indicare semplicemente l’incapacità di interpretarne il valore. </p>
<p>Purtroppo questi criteri partono da postulati che sono tutt’altro che certi: presuppongono che chi scrive abbia la padronanza sufficiente per esprimere adeguatamente il proprio pensiero, che questo pensiero sia contenuto interamente nella formulazione linguistica, che sia polarizzabile e soprattutto che questo pensiero esista. Lo sa bene Paul Chambers, che due anni fa si ritrovò in carcere dopo aver twittato: “Avete poco più di una settimana per mettere tutto a posto, altrimenti faccio saltare in aria l’areporto!”. </p>
<p>Perché se il web si sta trasformando sempre di più in conversazione, allora non basta affidarsi a software capaci di interpretare il significato di una parola o di una frase in qualsiasi contesto e darne un’interpretazione polarizzata. Occorre interpretarne, oltre al contenuto esplicito, le implicazioni, valutare l’effetto concreto della parola. Ad esempio: un intervento su Facebook con decine di commenti è in sé dimostrazione di influenza? Dipende: quanti di questi commenti sono pertinenti all’intervento e quanti invece sviano su argomenti secondari o non-pertinenti? Qual è, in altre parole, il grado di cooperazione reale ottenuta? Quali sono gli atteggiamenti suscitati? </p>
<p>Per fare questo, però, bisogna compiere il salto dall’analisi semantica e dal linguaggio binario alla ben più umana pragmatica (cioè: il linguaggio come azione), alla quale non esistono ancora sistemi operativi artificiali, né molte intelligenze naturali, pronti ad adeguarsi.</p>
</div></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nicocara.wordpress.com/7129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nicocara.wordpress.com/7129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nicocara.wordpress.com/7129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nicocara.wordpress.com/7129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nicocara.wordpress.com/7129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nicocara.wordpress.com/7129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nicocara.wordpress.com/7129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nicocara.wordpress.com/7129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nicocara.wordpress.com/7129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nicocara.wordpress.com/7129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nicocara.wordpress.com/7129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nicocara.wordpress.com/7129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nicocara.wordpress.com/7129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nicocara.wordpress.com/7129/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicocara.wordpress.com&amp;blog=8515508&amp;post=7129&amp;subd=nicocara&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Expo, tecnologia e hi-tech del futuro per i 20 milioni di visitatori &#8211; Cronaca &#8211; La Presse</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 16:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicokara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry">
<blockquote>
<div>
<div>  			<img src="http://www2.lapresse.it/phpThumb/phpThumb.php?w=670&amp;h=500&amp;&amp;src=http://www.lapresse.it/polopoly_fs/1.128613.1330008620!/image/image.JPG" />  	                            <span>Foto: LaPresse</span>      			</div>
<p>Milano, 23 feb. (LaPresse) &#8211; Pensare oggi con le tecnologie del 2020 per usarle nel 2015. E&#8217; questa la missione che gli organizzatori dell&#8217;Expo di Milano si sono dati per rendere questo evento un&#8217;esperienza di &#8220;realtà aumentata&#8221;. Per riuscirci il programma d&#8217;investimento lanciato è da 350 milioni di euro tutti da ottenere dai privati, e 120 milioni sono già stati reperiti grazie a Telecom, Accenture e Cisco, leader nelle soluzioni informatiche di rete che oggi ha presentato il suo piano. Entro marzo si saprà chi sarà il partner energetico di Expo 2015, di sicuro non A2A. Poi ci vorrà uno sviluppatore web ed il fornitore di un terminale multimediale ad hoc per tutti i 20 milioni di visitatori attesi nei 189 giorni dell&#8217;evento.</p>
</p>
<p>A sentire Valerio Zingarelli, responsabile di questa parte del progetto dell&#8217;Expo, c&#8217;è da stropicciarsi gli occhi, letteralmente. Difatti tutti i visitatori riceveranno degli occhiali speciali, sui cui saranno proiettate migliaia di informazioni a seconda degli interessi che il visitatore stesso avrà fornito all&#8217;organizzazione. &#8220;L&#8217;obiettivo è che ognuno viva una sua esperienza individuale&#8221; ha spiegato il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Tutto ciò sarà realizzato con il biglietto elettronico intelligente, che eviterà anche le code all&#8217;ingresso grazie ad un riconoscimento biometrico del visitatore che abbia fornito i suoi dati. Così ad esempio davanti al padiglione del Pakistan, ultimo dei 73 Paesi che hanno già aderito, il sistema in automatico fornirà sugli occhialini speciali informazioni che interessano quel singolo visitatore. Ma anche prima, e anche lontano da Milano si potrà entrare in contatto con l&#8217;Expo, creando un profilo on line sul sito, una specie di social network, su cui condividere informazioni e dati. Anche camminando per strada però l&#8217;Expo interagirà con milioni di persone, grazie a pannelli multimediali posizionati in tutta la Lombardia, ma anche dai manifesti grazie a Data Matrix da fotografare con il telefonino. Previsti anche dei grandi wall touch screen ma in 3D, un&#8217;autentica rivoluzione.</p>
</p>
<p>L&#8217;obiettivo è che un miliardo di persone siano coinvolte in questa cyber-Expo, ma andare di persona a Milano nel 2015 sarà sicuramente un&#8217;esperienza più emozionante. Oltre agli occhialini, ai visitatori sarà infatti fornito un terminale multimediale ad hoc, con i contenuti visibili e le informazioni sui singoli padiglioni, che saranno ancora più ricche. Non solo, questi terminali consentiranno anche di visitare l&#8217;Expo a persone disabili, ad esempio non udenti e non vedenti. Sarà poi fornito anche un braccialetto che fornirà ad un equipe medica in remoto la situazione clinica di ognuno dei 130mila visitatori che ogni giorno affollerranno l&#8217;Expo. Attraverso l&#8217;Health presence di Cisco si potrà così interagire e farsi curare dai medici in remoto dai principali ospedali lombardi.</p>
</p>
<p>Tutta questa tecnologia aiuterà anche ad aumentare la sicurezza dentro e fuori l&#8217;Expo grazie a body scanner, crowded behavior e molto altro che non è stato svelato. Spazio oltre che ai colossi mondiali dell&#8217;informatica anche alle piccole start up lombarde e italiane che propongano progetti interessanti. Non solo, dentro l&#8217;Expo ci sarà anche un &#8216;Expo lab&#8217; dove tutti i visitatori potranno portare i loro progetti e confrontarsi con esperti di tutto il mondo. Per divertirsi poi, durante l&#8217;Expo si svolgeranno i mondiali dei giochi dei social network. Tutto il sistema integrato di soluzioni &#8220;per una rete senza confini&#8221; (Borderless Network) sarà progettato da Cisco Italia. L&#8217;obiettivo è che tutto ciò avvenga anche con un basso impatto ambientale, oltre a rimanere come eredità al termine della manifestazione.</p>
</p>
<p>&#8220;La città del futuro, nel suo insieme, sarà una comunità intelligente e interconnessa, basata su forme di comunicazione e collaborazione digitale in grado di trasformare radicalmente il modo in cui si crea, si sviluppa, si abita un ambiente urbano, mettendo al centro la persona. Expo 2015 è un palcoscenico eccezionale per le tecnologie che permettono di creare modelli urbanistici innovativi, e nostro obiettivo è far si che attraverso l&#8217;esperienza della visita alla manifestazione si possano comprendere pienamente le potenzialità di soluzioni e strumenti che sono già stati applicati, con il nostro contributo, in metropoli e grandi manifestazioni di tutto il mondo&#8221; ha dichiarato David Bevilacqua, a.d. di Cisco Italia e viceresidente Cisco Corporate. &#8220;Grazie alle soluzioni d&#8217;avanguardia fornite da Cisco e dagli altri partner tecnologici &#8211; ha spiegato l&#8217;a.d. di Expo 2015, Giuseppe Sala &#8211; il sito espositivo di Expo Milano 2015 diventerà un modello di città digitale, replicabile in altri contesti. L&#8217;innovazione accompagnerà in modo intelligente e facile i visitatori in ogni momento, facendo vivere loro un&#8217;esperienza unica&#8221;.</p>
</p></div>
</blockquote>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.lapresse.it/cronaca/expo-tecnologia-e-hi-tech-del-futuro-per-i-20-milioni-di-visitatori-1.128612">lapresse.it</a></div>
</p>
</div></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nicocara.wordpress.com/7126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nicocara.wordpress.com/7126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nicocara.wordpress.com/7126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nicocara.wordpress.com/7126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nicocara.wordpress.com/7126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nicocara.wordpress.com/7126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nicocara.wordpress.com/7126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nicocara.wordpress.com/7126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nicocara.wordpress.com/7126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nicocara.wordpress.com/7126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nicocara.wordpress.com/7126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nicocara.wordpress.com/7126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nicocara.wordpress.com/7126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nicocara.wordpress.com/7126/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicocara.wordpress.com&amp;blog=8515508&amp;post=7126&amp;subd=nicocara&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>«Combatto il tumore e oggi mi laureo» &#124; Alto Adige</title>
		<link>http://nicocara.wordpress.com/2012/02/22/combatto-il-tumore-e-oggi-mi-laureo-alto-adige/</link>
		<comments>http://nicocara.wordpress.com/2012/02/22/combatto-il-tumore-e-oggi-mi-laureo-alto-adige/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicokara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nicocara.wordpress.com/?p=7123</guid>
		<description><![CDATA[«Combatto il tumore e oggi mi laureo» Umberta Savazzi: «Realizzo il mio sogno, la vita è meravigliosa e va vissuta a pieno» storie, tumori, laurea bolzano di Valeria Frangipane zoom BOLZANO. «Ho il cancro e mi hanno dato due mesi di vita ma questa mattina mi laureo in sociologia a Trento. Studiare mi ha dato <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicocara.wordpress.com&amp;blog=8515508&amp;post=7123&amp;subd=nicocara&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry">
<blockquote>
<div>
<h3>«Combatto il tumore e oggi mi laureo»</h3>
<p>Umberta Savazzi: «Realizzo il mio sogno, la vita è meravigliosa e va vissuta a pieno»</p>
<div>
<ul>
<li>  <a href="http://altoadige.gelocal.it/argomenti/storie">storie</a>, <a href="http://altoadige.gelocal.it/argomenti/tumori">tumori</a>, <a href="http://altoadige.gelocal.it/argomenti/laurea">laurea</a></li>
<li>  <a href="http://altoadige.gelocal.it/luoghi/bolzano">bolzano</a></li>
</ul></div>
</p>
<ul>  </ul>
<div>
<ul></ul>
<div>    <span>di Valeria Frangipane</span>
<div>
<div>
<div><a href="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/alto-adige/2012/02/21/jpg_5639413.jpg" title="Ingrandisci immagine" rel="facebox">zoom</a></div>
<p>  												  <a href="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/alto-adige/2012/02/21/jpg_5639413.jpg" title="Ingrandisci immagine" rel="facebox"><span><img src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/alto-adige/2012/02/21/jpg_5639413.jpg" border="0" alt="«Combatto il tumore e oggi mi laureo»" width="250" /></span>
</p>
<p></a>  											  </div>
</p></div>
<p>  							    								  <strong>BOLZANO. </strong>«Ho il cancro e mi hanno dato due mesi di vita ma questa mattina mi laureo in sociologia a Trento. Studiare mi ha dato una gioia immensa, mi ha completato, aiutato a pensare ad altro ed a sopportare la fatica ed il dolore della malattia. Comunque sia non mi faccio sconfiggere». <br />Bella donna Umberta Savazzi, 60 anni che non vedi e due figli grandi &#8211; Michele e Gianluca &#8211; avuti da Marco Melani, sposato tre anni fa. E bella anche la sua vita fino al 2010.
<p>«Era da alcuni mesi che non mi sentivo bene, che faticavo ad alzare le braccia. Ricordo ancora quando i medici mi hanno detto al telefono cosa avevo. Ero seduta sul divano, mi sono stretta la testa tra le mani ed ho pensato&#8230; adesso che faccio». <br /><strong>Già che si fa quando il mondo ti crolla addosso. </strong><br />«Non lo sai cosa farai. Ho pensato ai miei figli, a mio fratello Lorenzo ed all&#8217;università. Mi sono aggrappata a questo e posso dire di essere felice». <br /><strong>Perché tre anni prima si era iscritta all&#8217;università? <br /></strong>«Perché l&#8217;azienda dove lavoravo aveva chiuso e mi ero trovata sola a casa con i ragazzi grandi<strong> </strong>senza sapere come passare le giornate. Non avevo voglia di proporre solo torte e biscottini e volevo avere anch&#8217;io qualcosa da raccontare a Marco. Volevo vivere, far andare la testa, farmi sorprendere, farmi incuriosire ed afferrare un sogno che da ragazza non avevo potuto permettermi. E ho detto perché no!». <br /><strong>E com&#8217;è andata? </strong><br />«Benissimo. Ho fatto la studentessa a tutto tondo. Treno, abbonamento, mensa, l</p>
<p>ezioni, esami. Quando arrivavo in stazione a Trento vedevo il fiume  di gente di tutte le età che andava di corsa, il cuore mi si  riempiva. Che bello pensavo, sentivo la vita in movimento, mai  statica, mai ferma, mai bloccata». <br />  <strong>E gli esami?</strong> <br />  «Ho fatto fatica ma li ho fatti tutti e 26 e oggi sono qui.  Matematica e inglese mi hanno fatto penare». <br />  <strong>Quando nel 2010 ha saputo della malattia ha pensato di  mollare?</strong> <br />  «Non si molla un sogno, se lo fai tradisci te stesso. Siccome la  chemioterapia e la radioterapia insieme ai farmaci mi abbattevano,  andavo a letto e mettevo la sveglia alle 2 quando i medicinali non  facevano effetto per riuscire a studiare fino a mattina. È stata  durissima ma i libri mi hanno aperto orizzonti nuovi, mi hanno  distratto, fatto concentrare su qualcos&#8217;altro e dato una  disciplina. Se hai un esame da preparare ed una data da rispettare  devi saperti organizzare, non puoi permetterti di farti sorprendere  dallo sconforto». <br />  <strong>Cosa le ha insegnato la malattia e cosa lo studio?</strong>  <br />  «La malattia è stata una grande lezione di vita, mi ha in parte  cambiato e fatto vedere la realtà da un altro punto di vista. Non  mi chiedo più da dove veniamo e dove andiamo, vivo e basta e oggi  posso dire che la vita è bella. Certo, se dalla malattia si  guarisce è un&#8217;altra cosa. Lo studio è stato fondamentale, una  sferzata di vita che ho divorato. Ero affamata, volevo imparare e  mettere dentro quel che ritenevo mi fosse stato negato e non mi  sono persa nulla». <br />  <strong>I professori le hanno fatto qualche sconto per la  malattia?</strong> <br />  «No, nessuno lo sapeva. Quando facevo la chemio e andavo agli esami  col foulard perché avevo perso i capelli magari qualcuno ci avrà  anche pensato ma è anche possibile che abbiano preso il fazzoletto  per lo strano vezzo di una signora un po&#8217; originale». <br />  <strong>Lei crede di aver qualcosa da insegnare a  qualcuno?</strong> <br />  «Per carità no. La malattia mi ha insegnato anche a perdere degli  amici che hanno avuto paura del dolore e si sono allontanati ed a  farmi avvicinare da chi invece ritenevo fosse solo un conoscente».  <br />  <strong>La fede l&#8217;ha aiutata?</strong> <br />  «No. Se esiste il paradiso non ci voglio finire, deve essere  noiosissimo. Dimenticavo ho un altro progetto, la scuola di cucina  Alma di Parma. Marco mi dice sempre &#8220;Umberta, ma quando finirai di  stupirci&#8221;».   </p>
<p align="right"><span style="font-size:xx-small;">© RIPRODUZIONE  RISERVATA</span></p>
<div>22 febbraio 2012</div>
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		<title>Abbagliati dal Sol dell’avvenire &#8211; Cultura &#8211; ilGiornale.it</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicokara</dc:creator>
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		<title>PINKCLOUD.DK</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 07:44:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[via pinkcloud.dk Come riutilizzare un vecchio silo un tempo impiegato per contenere gas e petrolio? Trasformandolo in abitazioni completamente green. Ci ha pensato lo studio di design e architettura PinkCloud.dk di Berlino che ha provato a disegnare la casa di un futuro in cui gli idrocarburi saranno una fonte energetica obsoleta e abbandonata e le <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicocara.wordpress.com&amp;blog=8515508&amp;post=7115&amp;subd=nicocara&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>Come riutilizzare un vecchio silo un tempo impiegato per contenere gas e petrolio? Trasformandolo in abitazioni completamente green. Ci ha pensato lo studio di design e architettura PinkCloud.dk di Berlino che ha provato a disegnare la casa di un futuro in cui gli idrocarburi saranno una fonte energetica obsoleta e abbandonata e le relative infrastrutture, spazi vuoti e inutilizzati. Quando e se mai abbandoneremo il petrolio dovremo pensare a come riutilizzare questi enormi contenitori. Pechè non trasformarle in case in grado di gioviare all&#8217;ambiente?</p>
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		<title>Una pianta di 32mila anni &#8211; Wired.it</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 07:41:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#169;Edizioni Condé Nast S.p.A. &#8211; P.zza Castello 27 &#8211; 20121 Milano CAP.SOC. 2.700.000 EURO I.V. C.F e P.IVA &#8211; REG.IMPRESE TRIB. MILANO N. 00834980153 SOCIETÀ CON SOCIO UNICO via daily.wired.it DAILY WIRED NEWS SCIENZA Una pianta di 32mila anni I semi conservati in una tana di scoiattoli sotto il ghiaccio siberiano sono germogliati in laboratorio. <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicocara.wordpress.com&amp;blog=8515508&amp;post=7112&amp;subd=nicocara&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>  Milano CAP.SOC. 2.700.000 EURO I.V. C.F e P.IVA &#8211; REG.IMPRESE TRIB. MILANO N. 00834980153</p>
<p>  SOCIETÀ CON SOCIO UNICO  </p>
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<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2012/02/21/silene-stenophylla-pianta-fossile-10318.html?utm_source=wired&amp;utm_medium=NL">daily.wired.it</a></div>
<p>DAILY WIRED NEWS SCIENZA <br />Una pianta di 32mila anni <br />I semi conservati in una tana di scoiattoli sotto il ghiaccio siberiano sono germogliati in laboratorio. Risalgono a prima dell&#8217;ultima era glaciale <br />21 febbraio 2012  di Lorenzo Mannella <br />Non sarà imprevedibile come i dinosauri clonati dall&#8217;ambra di Jurassic Park, ma di sicuro la pianta vecchia di 32mila anni germogliata nel  Soil Cryology Laboratory di Mosca avrà molto da raccontare agli scienziati. I semi di Silene stenophylla rinvenuti nel sottosuolo della tundra siberiana hanno infatti conservato intatto il dna racchiuso al loro interno: una finestra spalancata sulla storia evolutiva delle specie vegetali. E pensare che il record di antichità era detenuto da una palma di soli duemila anni. Una bella soddisfazione per il gruppo di ricercatori coordinati dal geoecologo David Gilichinsky, che ha pubblicato uno studio sulle pagine di Pnas.  </p>
<p>Come racconta il New York Times, è un fatto abbastanza comune che gli scienziati si imbattano in semi antichi e siano presi dal desiderio di farli germinare. La curiosità di vedere come si sviluppa una pianta dal codice genetico vecchio di decine di migliaia di anni trasmette sempre una certa emozione.  </p>
<p>È un po&#8217; come trovare un vecchio film abbandonato negli scaffali di un archivio e guardarlo per la prima volta dopo tanto tempo. Con l&#8217;unica differenza di poter conoscere l&#8217;età precisa dei semi attraverso una etichetta particolare, quella fornita dalla datazione con i radioisotopi del carbonio. Sono vecchi di 32mila anni, millennio più, millennio meno. Insomma, coetanei dei mammut e rinoceronti lanosi che popolavano la regione siberiana durante l&#8217;ultima glaciazione.  </p>
<p>Vista l&#8217;età dei semi di Silene, gli scienziati erano abbastanza scettici sul fatto di poterli far germogliare semplicemente piantandoli nel terreno. La lunga permanenza nella tana degli scoiattoli lasciava poche speranze di resuscitare il materiale vegetale. Sebbene fossero stati rinvenuti più di 600mila piccoli frutti, era necessario qualcosa di più del semplice paleo-giardinaggio.  </p>
<p>Così, il team di Gilichinsky ha pensato di prendere una scorciatoia e di prelevare alcune cellule contenute nella placenta (un organo del frutto dove sono conservati gli ovuli) e di trapiantarle in una piastra da laboratorio addizionata con ormoni vegetali. Si tratta di una tecnica che viene utilizzata spesso per riprodurre le piante, visto che le loro cellule sono in grado di dare vita a cloni perfetti dell&#8217;organismo originale.  </p>
<p>Così, grazie al mix di ormoni e sostanze nutritive, l&#8217;equipe russa è riuscita a far sviluppare ben 36 piante. A prima vista, i fossili viventi apparivano del tutto simili ai pronipoti di Silene che vivono tutt&#8217;oggi in quelle zone, ma al momento della fioritura le cose sono cambiate. Le creature plurimillenarie hanno mostrato qualche differenza nella forma del fiore e, soprattutto, i loro semi germinavano nel 100% dei casi.  </p>
<p>Un bel record per un fossile vivente, tanto da spingere gli scienziati a ipotizzare che in certe condizioni le piante dell&#8217;era glaciale potrebbero prendere il sopravvento su quelle dell&#8217;età moderna. Visto il progressivo assottigliamento dello strato di permafrost, non è affatto improbabile che altri semi fossili possano riattivarsi e invadere nuovamente la Siberia.</p>
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		<title>Una chiavetta Usb per leggere il dna &#8211; Wired.it</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 07:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicokara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#169;Edizioni Condé Nast S.p.A. &#8211; P.zza Castello 27 &#8211; 20121 Milano CAP.SOC. 2.700.000 EURO I.V. C.F e P.IVA &#8211; REG.IMPRESE TRIB. MILANO N. 00834980153 SOCIETÀ CON SOCIO UNICO via daily.wired.it Sequenziare le oltre 3 miliardi di paia di basi del genoma umano in soli 15 minuti. È la scommessa della Oxford Nanopore Technologies, azienda inglese <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicocara.wordpress.com&amp;blog=8515508&amp;post=7109&amp;subd=nicocara&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>  &copy;Edizioni Condé Nast S.p.A. &#8211; P.zza Castello 27 &#8211; 20121</p>
<p>  Milano CAP.SOC. 2.700.000 EURO I.V. C.F e P.IVA &#8211; REG.IMPRESE TRIB. MILANO N. 00834980153</p>
<p>  SOCIETÀ CON SOCIO UNICO  </p>
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<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2012/02/21/genoma-umano-nanopori-dna-10320.html?utm_source=wired&amp;utm_medium=NL">daily.wired.it</a></div>
<p>Sequenziare le oltre 3 miliardi di paia di basi del genoma umano in soli 15 minuti. È la scommessa della Oxford Nanopore Technologies, azienda inglese specializzata nell’analisi di molecole biologiche. Durante il meeting dell’ Advances in Genome Biology and Technology svoltosi in Florida, la società ha reso noto il record del suo sequenziatore GridION: ha decodificato il genoma di un virus (quasi 5 mila paia di basi) in un’unica lettura. Un risultato mai raggiunto prima. E non è tutto. Il GridION, che sarà sul mercato nella seconda parte del 2012, arriverà a sequenziare in un solo passaggio ben 100 mila paia di basi; e già si pensa a commercializzare una versione miniaturizzata, il MinION, grande quanto un pollice.  </p>
<p>Per leggere il Dna, i sequenziatori della Oxford Nanopore sfruttano (appunto) i nanopori, cioè molecole organiche con una sorta di buco centrale dal diametro di appena un nanometro. I nanopori sono avvolti in membrane e immersi in un liquido che contiene ioni e il campione di dna da analizzare. Applicando un potenziale alla membrana, gli ioni iniziano a muoversi generando una corrente elettrica che trascina il dna nel buco del nanoporo. Ma la doppia elica è costituita da nucleotidi diversi e ognuno, attraversando il poro, blocca il flusso degli ioni in modo differente. Un’ impronta elettrica che permette di identificare i singoli nucleotidi e, quindi, ricostruire l’intera sequenza del dna.  </p>
<p>Per ora, il sistema presenta una probabilità d’errore del 4%, ma i tecnici inglesi sono al lavoro per abbassare la soglia allo 0,1-1%. In questo modo, il GridION sarebbe competitivo con gli apparecchi già esistenti, sui quali, tra l’altro, possiede il vantaggio di riuscire a leggere lunghe sequenze di dna in un’unica volta. In questo modo si abbassano i costi e i tempi di lavoro, poiché non ci sarebbe bisogno della post-produzione, la fase in cui si mettono insieme i frammenti di Dna sequenziati uno per uno. Considerando poi che ogni GridION potrebbe contenere sino a 8 mila nanopori, in teoria sfruttandone appena 20 si potrebbe sequenziare l’intero genoma umano in 15 minuti. Sei ore con il MinION, che si ricarica attraverso una porta Usb, ha una propria unità di elaborazione e sarà venduto a meno di 700 euro.   </p>
<p>Per quanto riguarda i costi del GridION, la compagnia parla di 19-30 euro ogni miliardo di basi. Ciò vorrebbe dire che, usando questo apparecchio, i centri specializzati spenderebbero solo un centinaio di euro per decodificare tutto il genoma di un uomo. Ma la Oxford Nanopore dovrà sostenere una competizione agguerrita: il mercato del sequenziamento genetico è più che mai affollato. Solo per fare un esempio, la statunitense Ion Torrent Systems ha appena annunciato che entro la fine dell’anno lancerà una macchina capace di sequenziare l’intero genoma umano in un giorno per meno di 800 euro. La corsa al record è solo all’inizio.</p>
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		<title>I Maestri Della Sociologia Pdf PDF</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 16:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicokara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Introduzione a Guida all ascolto della musica contemporanea Download Read Related &#8230; 1874-1951), Berg (1885-1935) e Webern (1883.1945), cioè con i tre maestri della &#8230; gli oggetti acustici) che lo circondano: al di là della storia, della sociologia, della &#8230; via documentsearch.org<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicocara.wordpress.com&amp;blog=8515508&amp;post=7106&amp;subd=nicocara&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<h6>Introduzione a   Guida all ascolto della musica contemporanea</h6>
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<p />
<p>&#8230; 1874-1951), Berg (1885-1935) e Webern (1883.1945), cioè con i tre maestri della &#8230; gli oggetti acustici) che lo circondano: al di là della storia, della sociologia, della &#8230;</p>
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<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://documentsearch.org/pdf/i-maestri-della-sociologia-pdf.html">documentsearch.org</a></div>
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		<title>La Rai rinuncia al canone su pc, tablet e smartphone &#8211; Repubblica.it</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 16:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicokara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[via repubblica.it ROMA &#8211; La Rai ha rinunciato al canone su pc, tablet e smartphone. Decisiva è stata la presa di posizione del ministero allo Sviluppo Economico. Il ministero ha infatti comunicato a Rai una propria interpretazione della norma del 1938 relativa al canone e ha escluso perentoriamente quei prodotti dal pagamento. La decisione arriva <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicocara.wordpress.com&amp;blog=8515508&amp;post=7101&amp;subd=nicocara&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/02/21/news/canone_tablet-30261560/">repubblica.it</a></div>
<p>ROMA &#8211; La Rai ha rinunciato al canone su pc, tablet e smartphone. Decisiva è stata la presa di posizione del ministero allo Sviluppo Economico. Il ministero ha infatti comunicato a Rai una propria interpretazione della norma del 1938 relativa al canone e ha escluso perentoriamente quei prodotti dal pagamento. La decisione arriva dopo le polemiche di giorni scorsi 1. </p>
<p>La Rai &#8211; a quanto risulta a Repubblica.it da fonti ministeriali &#8211; ha accolto quest&#8217;interpretazione, dopo un breve contraddittorio durante un incontro con il Dipartimento comunicazioni del ministero. Il ministero ha fatto notare a Rai che sarebbe stato assurdo imporre un pagamento a scapito dei beni digitali. Avrebbe certo penalizzato lo sviluppo tecnologico in Italia, tra consumatori e aziende, proprio in una fase in cui il Paese sta cercando di potenziarlo e mentre il governo lavora alla prima Agenda digitale italiana 2. </p>
<p>La notizia ha il sapore di un dietro-front da parte dell&#8217;azienda, che ora nega di aver &#8220;mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone&#8221;, come si legge in un comunicato. </p>
<p>&#8220;La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali  imprese, società ed enti abbiamo già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più&#8217; televisori&#8221;, continua la nota.  </p>
<p>&#8220;Ciò quindi &#8211; continua il comunicato &#8211; limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone. Si ribadisce che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore&#8221;. </p>
<p>A Repubblica.it risulta però che la Rai sia stata spinta a cambiare idea, nell&#8217;interpretazione della norma, dopo l&#8217;intervento del Ministero e le numerose pressioni venute da aziende e consumatori.  </p>
<p>&#8220;Il balzello che la Rai vorrebbe imporre a imprese e professionisti per il possesso di pc, tablet e smartphone è un&#8217;assurda forzatura giuridica. Ma soprattutto un&#8217;iniziativa fuori dal tempo e in totale contrasto con gli obiettivi dell&#8217;agenda digitale e gli sforzi che si stanno mettendo in atto per rilanciare la crescita del Paese&#8221;, aveva detto il presidente di Confindustria Digitale Stefano Parisi.  </p>
<p>&#8220;Innanzitutto va chiarito &#8211; continua Parisi &#8211; che i pc non sono stati concepiti per la ricezione di trasmissioni radiotelevisive, ma per innovare l&#8217;organizzazione del lavoro e la comunicazione. Il fatto che possano ricevere segnali televisivi lo si deve al processo evolutivo del mondo digitale, di cui lo stesso settore radio tv ha fortemente beneficiato per il suo sviluppo&#8221;.  </p>
<p>&#8220;Quindi l&#8217;estensione del canone Rai agli apparati dell&#8217;Ict, la pretesa di associarlo alla titolarità di un abbonamento a banda larga, il richiamarsi a una legge del &#8217;38 per tassare tecnologie del duemila, sono frutto di un&#8217;interpretazione del tutto arbitraria non supportata da alcun riferimento legislativo&#8221;. Il ministero è d&#8217;accordo con questa posizione, l&#8217;ha fatta propria formalmente e Rai deve seguire.</p>
</div></div>
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		<title>Microchips ottici &#124; Tecnologie &#8211; Scienze News .IT</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 16:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicokara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[via scienzenews.it I microchips del futuro useranno la luce al posto dell&#8217;elettricità e in questo modo sarà possibile contenere i consumi energetici per lo spostamento dei dati. Il chip optoelettronico integrato è un chip che funziona usando la luce al posto dell&#8217;energia elettrica. Con la crescente necessità di spostare sempre più dati e sempre più <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nicocara.wordpress.com&amp;blog=8515508&amp;post=7095&amp;subd=nicocara&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<div class='p_embed p_image_embed'> <img alt="Media_httpwwwscienzen_ohgke" height="120" src="http://nicocara.files.wordpress.com/2012/02/media_httpwwwscienzen_ohgke-scaled500.png?w=340&#038;h=120" width="340" /> </div>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.scienzenews.it/tecnologie/microchips-ottici.html">scienzenews.it</a></div>
<p>I microchips del futuro useranno la luce al posto dell&#8217;elettricità e in questo modo sarà possibile contenere i consumi energetici per lo spostamento dei dati. </p>
<p>Il chip optoelettronico integrato è un chip che funziona usando la luce al posto dell&#8217;energia elettrica. <br />Con la crescente necessità di spostare sempre più dati e sempre più velocemente è importante trovare un sistema capace di ridurre i consistenti consumi energetici legati all&#8217;aumento della larghezza di banda. </p>
<p>I chips optoelettronici potrebbero ridurre drasticamente il consumo energetico dei computer del futuro, ma ad oggi la produzione di questo tipo di tecnologia, usata nel settore delle telecomunicazioni, non è applicabile ai microprocessori. Questo perché le singole componenti sono realizzate separatamente e solo in un secondo tempo vengono assemblate insieme, mentre i microprocessori richiedono una più densa concentrazione di componenti. </p>
<p> Per superare il problema gli scienziati hanno sviluppato una tecnica nota come integrazione monolitica per cui le diverse componenti vengono costruite insieme e direttamente sulla stessa porzione di silicone, ma i materiali impiegati per costruire i dispositivi ottici non sono compatibili con i processi attualmente in uso per la produzione dei microprocessori pertanto l&#8217;integrazione monolitica da sola non risolve il problema. </p>
<p>I ricercatori del MIT hanno tentato di sviluppare tecniche per l&#8217;integrazione monolitica di componenti ottiche nei chips dei computer senza alterare i processi produttivi attuali. In collaborazione con IBM hanno prodotto chips con fotorivelatori, risonatori ad anello &#8211; che filtrano particolari lunghezze d&#8217;onda &#8211; e guide d&#8217;onda &#8211; che conducono la luce attraverso il chip. Tuttavia manca una fessura/canale sotto le guide d&#8217;onda per evitare che la luce fuoriesca e proprio per questo motivo potrebbe essere indispensabile apportare alcune modifiche ai processi produttivi di oggi.  <br />Contemporaneamente i ricercatori del MIT stanno portando avanti un altro progetto parallelo che prevede la realizzazione delle componenti ottiche ed elettriche su wafer di silicone differenti che poi vengono fusi insieme per produrre un wafer ibrido. <br />Questo approccio sembra essere più costoso ma consente di ottimizzare sia le componenti ottiche sia quelle elettroniche separatamente. </p>
<p>I due differenti approcci su cui lavorano i ricercatori necessitano entrambi di un laser esterno al chip che fornisca il raggio di luce per trasportare i dati. Il laser esterno al chip potrebbe essere una caratteristica dei primi chips optoelettronici per l&#8217;applicazione sui computer e un possibile utilizzo potrebbe riguardare la trasmissione dei dati tra server o tra processore e memoria. </p>
<p>Per la comunicazione ottica è necessario impiegare laser capaci di produrre lunghezze d&#8217;onda opportune e questo è possibile usando il germanio. Si tratta di un elemento che entra già a far parte dei processi produttivi dei chips allo scopo di incrementarne la velocità.  <br />Visto che il germanio è già presente nelle lavorazioni sarà forse più semplice riuscire ad impiegarlo per sviluppare una tecnica per costruire laser interni ai chips. Se così fosse sarebbe possibile ridurre ulteriormente il consumo energetico dei chips poiché il chip con laser integrato potrebbe essere spento quando non viene usato oppure la sua potenza potrebbe essere regolata in base alle necessità. </p>
<p>Il vantaggio del chip con laser integrato sarebbe nell&#8217;enorme risparmio energetico dato dal fatto che si potrebbero realizzare microprocessori con centinaia di cores che comunicano tra loro così da poter trasferire i dati senza ricorrere alla memoria. </p>
<p>Fonte <br />Massachusetts institute of technology</p>
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